Clogstafel 2967 m

Itinerario di Cicloalpinismo con lunghi portage e discese tecniche ed esposte.
Astenersi Caneta de Veder

Clogstafel classica Punta scialpinistica ancora sconosciuta alle mtb, tocca andare a testare il grado di ciclodisagio (tutto io devo fare qui).

Start da Canza 1400 m, comodo parcheggio con acqua.
Ready-Set-Go e rattoniamo subito pallidi e assorti su pendenze forestali assurde fino alla Sagersboden 1750 m. Qualche tornante off limits ed entriamo a pedale nel vallone del Vannino. Ancora rampe ammazzagarretti ma sempre in sella ed arriviamo al view point sul lago e al Rifugio Margaroli 2150 m. Costeggiamo in monta-cala-spingi-porta tutta la sponda destra sempre seguendo il sentiero Italia e takiamo zu in faticoso portage su sfasciumi il primo colle di giornata: Scatta Minoja 2599 m. Proprio al passo il Bivacco è stato recentemente restaurato e offre un buon punto di appoggio (no gas). Preservativi indossati e scendiamo su buon sentiero tecnico, con qualche passetto discontinuo, fino al classico Grande Est dell' Alpe Forno 2200 m (occhio a non volare a valle nel primo traverso ndr). Breve deviazione per controllare il Codelago e all'Alpe Satta pertichiamo con buon pedale fuori sentiero abbandonando la traccia per il Passo di Poiala. Praticamente risaliamo per pratoni senza attraversare il profondo canyon cercando di sfruttare al massimo la conformazione del terreno.
A quota 2540 m dopo non poco sudore in portage ci si ricongiunge col sentiero principale e in breve giungiamo al secondo passo di giornata: Bocchetta della Valle 2574 m. Ottimo affaccio bifronte con la Clogstafel lontanissima e a vista irraggiungibile.
Breve discesina ai laghi Busin Superiore 2450 m (ancora qualche breve passetto a piedi) e ci trasferiamo quasi sempre a pedale verso l'inferiore dove il sentiero si fa molto stretto e quindi poco ciclabile fino al bivio per il passo Busin.
Abbandoniamo ora la via maestra e ci inerpichiamo in rude portage verso la cirumnavigazione del montarozzo che domina il lago artificiale. No sentiero, no indicazioni, no certezze. Per ripidi pratoni in modalità PSP ci portiamo proprio sotto la cima che da qui sembra inespugnabile. A quota 2700 m cominciano sfasciumi e la pseudo traccia molto difficile da individuare (seguite quella di discesa anche in salita ed astenetevi in caso di scarsa visibilità). Pendio molto ripido, friabile e apparentemente zero ciclabile in discesa. Mancano solo 300 m ma sono belli tosti e il sabato all'Outlet non sembra più cosi improponibile :-)
Sbucati sulla cresta, come sempre, tutto passa e oramai è fatta. Cima !
Panorama hyper su tutto lo scibile della Furmazza e oltre (è dialetto locale cucu).
Veramente esagerata la parete Nord del vicino M.Giove (a sto punto mettiamolo in lista anche lui) !

Discesa ON.
Tutta la cresta è orgasmotronica e completamente ciclabile scegliendo le giuste traiettorie studiate in salita. In corrispondenza di ometto stitico ci aviolanciamo a sx sul pendio SW.
A dispetto dei timori iniziali e della pendenza sostenuta la ciclabilità è praticamente totale surfando su sfasciumi di terra e pietre. Topperia Alpina !
Sempre in freeride e sempre con estremo diletto ma con sano FBL scendiamo belli barzotti fino a ricongiungerci a quota 2440 m al sentiero ufficiale proveniente dal passo busin. Normale amministrazione su bel ST vista lago (trascurate l'invitante bivio a 2250) e il gioco è fatto.
Un bellissimo sentiero assolutamente ciclabile e panoramico ci riporta alla diga. Mia mal !
Relax (pure troppo a dire il vero) su pista ancora fino alla Sagersboden e siamo pronti al Gran Finale da ricordare. Sulla destra della seggiovia si stacca infatti un "ST" da antologia (2 piante noiose a terra ci fanno ancora soffrire). La S sta per ssssstrettttoo e la T per teNNNNico. Una bella scarlingata impegnativa e divertente dove la concentrazione deve essere al massimo.
Atterriamo così direttamente alla macchina con il solito sorriso ebete stampato sui denti (ammesso che ci siano ancora).

In sintesi: itinerario lungo ed impegnativo ma che può soddisfare pienamente gli orfani del Corno Cieco https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/18825

Stay Wild

#JAGTeam
#ciclodisagio






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Commenti

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Alberzek

14.10.2019 07:53

Grandi! Sono quello col casco verde che avete visto All'Alpe Forno e vi ha tallonato un pezzettino al Grande Est. Venivo da Baceno e dopo un alpe di cui ignoro il nome salito li ho fatto Poiala e Scarpia. Ma voi altra storia...fatto a piedi quel giro l'ho fatto ma pensare di portarci la bici...cax che storia!

Infos

Inserito da
paiogs
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Tipologia
Itinerario da A ad A
Inserito il
13.10.2019
Località
Canza, VB
Regione
Piemonte
Tempo Percorrenza
10,5
Distanza
35.0 km
Dislivello
2300
Difficoltà tecnica
Molto Difficile
Condizione fisica
Molto Duro
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