178 NEVEGAL – VISENTIN – Troi Dei Cavai – Sambuga – Malvan (con seggiovia)

Referente: LUIGI (ruotalpina@alice.it – www.ruotalpina.it)

SCHEDA TECNICA:
Verso OR – L= 38 Km – Disl.1460 m - Quote min/max= 550/1760 - Ciclabilità su tempo 94%
Tempo Standard ore 4:10 min –Diff.Tec.= Medio Diff. – GD=64 Medio Diffic.
NOTE:
Il giro prevede di facilitare la salita prendendo il secondo troncone della seggiovia Nevegal-Brigata Cadore che trasporta bici nel periodo estivo (informarsi per i periodi di apertura).
Ci sono due ovvie varianti:
1) fare il giro senza seggiovia: basta salire dal Piazzale fino a “La Casera” (q.1390) per strada asfaltata e poi per lo sterrato, seguendo ind. Bristot – Visentin, (recentemente sistemato come fondo) che con 3 durissime rampe intervallate da tratti più ciclabili porta al punto di arrivo della seggiovia presso l’ex rifugio Brigata Cadore (se non siete fortissimi: almeno10 min a piedi). In tal modo si aggiungono 340 m di dislivello (Totale disl.=1800).
2) prendere subito, dal piazzale, anche il primo troncone della seggiovia: il tal modo si risparmiano 220 m di dislivello (Totale disl.=1240).

DESCRIZIONE:
La seggiovia termina nei pressi dell’ ex rifugio Brigata Cadore; vi trovate sul crinale da cui si apre un vasto panorama, sul Lago di Santa Croce e tutto l’Alpago, sulla sottostante Val Lapisina, sui monti Millifret, Pizzoc e sugli altri rilievi che circondano la piana del Cansiglio;
sul versante opposto ammirate le vicine Alpi Bellunesi tra cui spicca il gruppo della Schiara con la rinomata Gusela del Vescovà. Ci si avvia sulla carrareccia e presto si arriva al rif. Bristot; si prosegue in quota, verso la vetta del Col Visentin e nel tratto finale, assai sconnesso, dovrete camminare per una decina di minuti. Allo scollinamento di q. 1740 potete fare una digressione al vicino rifugio (5^a Art. Alpina), quasi sempre aperto. Da qui una lunghissima discesa, recentemente asfaltata sotto q. 1250, collega al fondovalle (Longhere); si scende velocemente, per questa, sul versante trevigiano fino ad incontrare l’asfalto e, poco dopo, troverete il tornante di q. 1230 con ind. per malga Cor. Poco prima della malga si lascia la strada e su sentiero si percorre il crinale che porta appena sotto il cocuzzolo di monte Cor (andateci, anche a piedi: il panorama lo merita). Da qui il sentiero “precipita” con pendenze del -40% : roba da funamboli ! ma qualcuno è riuscito a farlo in sella ! (attenti anche ai recinti!). Nel finale un bel tratturo erboso termina a Case Frascon; poco più sotto, su una sella, si devia verso nord per una forestale creata, alcuni anni or sono, allargando il sentiero detto “Troi Dei Cavai” . La discesa termina in valle Cor (recinto elettrico) dove si riprende a salire per asfalto. Poco più in alto si trova malga Canal dei Gat (in realtà usata come colonia estiva) con possibilità di dissetarsi.
Riprende un bel sentiero erboso (delimitato da recinti elettrici da aprire e richiudere!) che termina a malga “I VAN” (nelle carte la I non la trovate). Poco dopo si lascia la strada per una scorciatoia attraverso la sella a sud-est del Col di Pecol che permette di raggiungere malga Pianezze; purtroppo 5 min a piedi in salita sono inevitabili... o meglio, se tenete l’asfalto (ed a dx all’unico bivio) arriverete a malga Pianezze in sella ma con ugual fatica perché perderete 70 m di quota.
NOTA 3: tenendo l’asfalto in discesa si arriverebbe senza problemi a Valmorel; scendendo poi per la Val Tibolla si arriva per asfalto a Piandelmonte (wp Q).

Da malga Pianezze si prosegue sulla forestale ad ovest del monte Sambuga; nel wp N q.985 si lascia la principale scendendo a sx ; quando la strada spiana (q. 890) bisogna individuare, sulla sx, un sentierino (per alcuni:100 m a piedi) che, perdendo 50 m di quota, ritrova una strada presso una casera. Si scende al wp N2 e svoltando a dx in discesa si affronta un primo tratto ripido e dissestato (ancora 200 m a piedi).
NOTA 4: chi volesse evitarlo (in caso di bagnato è consigliabile) può rimanere sulla principale che porta senza problemi a Valmorel; da qui, la discesa per la Val Tibolla fa rientrare nel percorso al wp O q. 580.
Alle prime case il fondo migliora anche se la pendenza resta notevole. Dal wp O si scende a Tassei, quindi al ponte di fondovalle (quota min=550) da cui si riprende a salire. A Piandelmonte inizia la caratteristica salita delle Ronce (antica stradina a strettissimi tornanti ) con un bar-trattoria ed una fontana poco dopo l’incrocio (wp Q 570). Ci attendono alcuni km facili e assai gradevoli tra praterie e boschi secolari fino al wp S q. 960 dove, ormai sotto al Nevegal, si potrebbe accorciare, tenendo a dx. Suggeriamo invece di proseguire su ottimo sterrato, fino al wp T (q. 840) dove si devia a dx per risalire la strada del Malvan. Alla fine di questa ci si trova sulla S.P. Belluno-Nevegal; uno strappo in salita porta in località Pineta e da qui in breve si arriva al piazzale del campeggio da cui siamo partiti.


Come arrivare al punto di partenza

Provenendo dall’A 27 il modo più rapido è uscire dopo il casello terminale (uscita BL) e andare in dir. di Belluno, fino a Cadola; qui si svolta a sx con ind. Quantin – Nevegal. Si sale per 14 Km ed alla rotatoria (circa 500 m prima del piazzale) si scorge sulla dx il campeggio; svoltando a dx in discesa (verso Belluno), dopo 100 m si trova la strada che scende al piazzale del Camping Nevegal, dotato di bar e ristorante.

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Commenti

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02.06.2012 16:14

Come sempre il Visentin regala un paesaggio al top.
Per ovviare all'arrivo su asfalto e in salita, siamo partiti dal Pian de le Femene, allungando la pedalata di circa 15min (con dislivello irrisorio prima su mulattiera in direzione del ristorante e poi su single track - che al ritorno, tenendo a sx la traccia ben battuta, ci porterà dritti al parcheggio col sorriso). Raggiunta la traccia, iniziamo subito in discesa con bei tratti nel bosco, posticipando la salita, la quale inizia a farsi sentire con le prime rampe micidiali dopo il piazzale del Nevegal. Poco dopo il waypoint C (dove viene presa la seggiovia), deviamo sul sentiero 5 che sbucando su asfalto, rendere la salita meno ardua. Tale variante ci consente di godere di un eccezionale punto panoramico sito poco dopo il termine dell'asfalto (bar con parcheggio): prendendo la rampa cementata col divieto di transito, tenere a sinistra per evidente traccia battuta (digressione di qualche decina di metri); la vista verso il lago di S.Croce e l'Alpago ripaga tutte le fatiche fatte. Tenendo la mulattiera principale ci si ricongiunge alla traccia proprio all'arrivo della seggiovia (portando il dislivello finale a 1800m, come suggeriva RuotaAlpina).
Segnalo che il tratto finale prima del Col Visentin è stato cementato.

Mi chiedo se alla prima forcella che si incontra in discesa dal Visentin, sia possibile (probabilmente con bici in spalla nel primo tratto di risalita) rientrare verso Pian de le Femene facendo un tragitto tutto in cresta, giungendo il tal modo nei pressi del M.te Cor (a detta del simpatico gestore del rif. 5° Art. Alpina dovrebbe essere fattibile)...

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RUOTALPINA
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Tipologia
Itinerario da A ad A
Inserito il
20.02.2012
Regione
Veneto
Tempo Percorrenza
ore 4:10 min
Distanza
38,0
Dislivello
1460
Difficoltà tecnica
Medio-Diffic.
Condizione fisica
GD=64 Medio-Diffic.
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